Accreditamento ore didattiche per il PF24

Uno degli obiettivi dell’ADI è che ai dottorandi vengano riconosciuti e convalidati parte del “PF24”, il percorso formativo che costituisce il requisito minimo necessario alla partecipazione al concorso per l’insegnamento.
Si fa riferimento, con esattezza, all’ambito relativo alle “metodologie e tecnologie didattiche” (uno dei 4 ambiti previsti dal percorso insieme a “Pedagogia”, “Antropologia” e “Psicologia”) facendo, in questo modo, fruttare i vari momenti di insegnamento universitario, supporto alla didattica e tutorato di cui tanti dottorandi e dottori di ricerca hanno fatto esperienza, sia nell’ambito della didattica integrativa svolta durante il percorso di dottorato, sia per quel che riguarda le docenze a contratto e gli incarichi svolti in qualità di assegnista o borsista.

L’iniziativa è partita da ADI Bologna che, il 10 maggio 2018, ha ottenuto, per i dottori di ricerca dell’Università di Bologna, il riconoscimento dei 6 CFU relativi all’ambito delle “metodologie e tecnologie didattiche generali”.
Questo è un passo fondamentale verso il riconoscimento della valenza formativa del dottorato di ricerca, anche nell’ambito della didattica: l’alta qualifica, l’esperienza e il metodo acquisiti dai dottori di ricerca attribuiscono un importantissimo valore aggiunto al percorso di formazione dell’insegnante.
Sul modello del risultato ottenuto dall’ateneo bolognese, ci impegniamo per ottenere lo stesso risultato anche nell’Università del Salento.

Il 20 e 21 marzo si vota per il rinnovo del rappresentante dei dottorandi in Senato Accademico, l’organo più rappresentativo dell’Università in quanto ha poteri di indirizzo, di bilancio e programmazione. Il rappresentante in Senato Accademico esprime proposte, mozioni e interrogazioni di cui il Rettore e l’amministrazione centrale sono tenuti a rispondere.

Non ti chiediamo un semplice voto, una delega in bianco, ma di avere ancora una volta l’occasione di lottare al tuo fianco nelle tante battaglie che ci attendono per costruire un dottorato migliore e per garantire un futuro a tutti i dottorandi e i dottori di ricerca del nostro ateneo.
L’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani è un’organizzazione indipendente e svincolata da partiti, lobby e centri di potere. Fin dalla sua nascita, nel 1996, l’ADI è stata in prima linea per il miglioramento delle condizioni di vita e di ricerca di dottorandi e giovani ricercatori e per la valorizzazione del dottorato. I suoi obiettivi e le sue proposte affondano le radici in un’idea di università pubblica, laica e inclusiva come infrastruttura immateriale di fondamentale importanza per il Paese.

Matteo Maria Maglio, dottorando in Fisica e Nanoscienze (XXXIII ciclo), è il candidato di Adi Lecce in corsa alle elezioni per il rappresentante dei dottorandi nel Senato Accademico dell’Università del Salento.

Il 20 e 21 marzo 2019 vota Matteo Maria Maglio, candidato dell’ADI al Senato Accademico per dare forza e continuità al lavoro svolto da ADI Lecce in questi anni.

Da sempre l’ADI è in prima linea per l’abolizione delle tasse sull’iscrizione e la frequenza ai corsi di dottorato.

Già nel 2014, l’Università del Salento ha approvato una mozione proposta da ADI per l’abolizione della tassazione sui dottorandi senza borsa del XXX ciclo. Ma è con la Legge di Stabilità del 2017 che si è ottenuta la prima grande vittoria: l’abolizione della tassazione per tutti i dottorandi senza borsa.
Il lavoro non è finito. Sebbene il precedente regolamento ministeriale in materia di dottorato (DM 244/99) prevedesse esplicitamente l’esenzione dal pagamento delle tasse per i dottorandi titolari di borsa, con il DM 45/2013 agli atenei è lasciata piena autonomia in materia di tassazione sui borsisti. Tanto che dall’indagine annuale sul dottorato e il post-doc portata avanti da ADI, emerge che 19 atenei su 60 prevedono forme di tassazione per i dottorandi con borsa. Di questi atenei alcuni possono arrivare a chiedere anche più di 2.000 euro annui. Simili tassazioni erodono significativamente l’importo complessivo della borsa di dottorato, già fra i più bassi a livello europeo, se rapportato al costo della vita. Per questo, nel corso della seduta del CNSU del 22 e 23 novembre 2018, sono state approvate due mozioni presentate da ADI che prevedono l’esenzione dai contributi di iscrizione e frequenza ai corsi di tutti i dottorandi, l’aumento della borsa e il superamento del dottorato senza borsa.
L’ADI è convinta che, nello spirito della Carta Europea dei Ricercatori, il riconoscimento del dottorando come “ricercatore in formazione” sia incompatibile con qualsiasi forma di tassazione legata all’iscrizione e alla frequenza dei corsi di dottorato.

Lo sapevi che nel 2018 ADI ha ottenuto l’aumento di borsa per i dottorandi?

Questo è stato il risultato del duro lavoro della campagna “La borsa e la vita. Dignità e qualità al dottorato in Italia”, con cui ADI ha raggiunto un importante obiettivo: l’importo netto della borsa di dottorato diventa di 1132,72 euro mensili, con un aumento di €125,86 rispetto alla rata mensile precedente. Il MIUR infatti ha accolto le richieste di ADI e con il Decreto Ministeriale 40 del 25 gennaio 2018, l’importo annuo della borsa per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca non è più pari a €13.638,47 ma viene determinato in €15.343,28 “al lordo degli oneri previdenziali a carico del percipiente” (art. 1), mantenendo in proporzione l’incremento del 50% dell’importo della borsa in relazione ai periodi di permanenza all’estero presso università o istituti di ricerca (art. 2).
Una grande vittoria, quindi, per tutti i dottorandi italiani: l’aumento di borsa rappresenta un significativo riconoscimento del valore del percorso formativo e professionale di ognuno. L’ultimo aumento, infatti, era stato disposto nel 2008, anno in cui grazie alla campagna ADI “Se potessi avere mille euro al mese”, la borsa di € 800 diventava di € 1000.

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